Orari
Inaugurazione
20/04/26
h. 18.00 – 21.00
sound set
in collaborazione con: Tommaso Previdi
Performance
22/04/26
h 18.30 – 19.00
live set
in collaborazione con: Beatrice Volpi
Milano Design Week
21/04 – 24/4
h. 12.00 – 18.00
dal 27/04
al 22/06
solo su appuntamento
whatsapp al +3391544010
In occasione della Milano Design Week 2026, Spazio Lima è felice di ospitare un’installazione immersiva di Reto Pulfer dal titolo: R3eticulum 5enza 8ozze.
“Negli ultimi giorni ho riflettuto sugli schizzi. Nel mio lavoro e nel mio studio, tutto è uno schizzo, ma ogni schizzo può anche diventare un’opera finita. Non esiste una ‘modalità sicura’ con cui realizzo uno schizzo in contrapposizione a una ‘modalità seria’ con cui realizzo un’opera finita. Tutto può diventare una mostra ed essere giudicato come un’opera d’arte. Senza Schizzi. Senza bozze. La stessa struttura geometrica di una treccia può essere realizzata utilizzando tecniche diverse e provenendo da culture diverse. Ho imparato l’arte tessile dai maestri e attraverso la pratica e la sperimentazione indipendenti. Allo stesso tempo, ho lavorato con le piante nelle installazioni artistiche, soprattutto da quando ho un giardino. Tuttavia, i sistemi di tessitura e la crescita delle piante si sintetizzano nell’arte del vimini. In modo quasi cosmologico, gli elementi delle piante vengono intrecciati, attorcigliati e piegati in una forma unificante, creando un contenitore o una fragile scultura sospesa dalla forma libera.”
(Reto Pulfer)
“Conosco Reto da tanti anni. Le nostre vite si sono intrecciate in vari momenti e in diverse città. Non ricordo esattamente la prima volta che ci siamo incontrati, ma ricordo che è stato a Berlino: erano i primi anni duemila. Mi capitava di vederlo agli opening, di scambiarci qualche parola, nulla di più — Jannowitzbrücke, Linienstraße — quando le gallerie più interessanti erano ancora nella parte est della città. Ricordo poi un giorno, uscendo dalla casa in cui abitavo, nella Käthe-Niederkirchner-Straße: i ciliegi in fiore, i batuffoli di polline accumulati al margine dei marciapiedi e Reto, uscire, contemporaneamente a me, da una vetrina di quello che un tempo doveva essere un negozio ma che io sapevo essere lo studio di Rirkrit Tiravanija. Credo che allora lavorasse per lui come assistente, ma non ne sono sicuro; devo ricordarmi di chiederglielo. Un cenno di saluto e poi ognuno per la sua strada.
Qualche anno più tardi, verso la fine degli anni zero, a Roma, al Pastificio Cerere — dove un anno prima ero stato in residenza — mi sono imbattuto in una sua mostra personale. Si trattava di un’installazione immersiva che trasformava completamente lo spazio: scampoli di tessuto trasformavano l’ambiente, parcellizzandolo in cinque momenti, cinque diversi stati d’animo, Fünf verschiedene Zustände. Come in tanti suoi lavori, mi ha fatto venire in mente quei giochi che fanno i bambini, quelle tende improvvisate fatte con lenzuola e coperte. Spazi intimi. Spazi rifugio.
Come la tenda canadese in cui Margot Tenenbaum (Gwyneth Paltrow) andava di nascosto a fumare. Anche lui era in residenza a Roma e ad ospitarlo era l’Istituto Svizzero. Andrea Lissoni, che da poco aveva lasciato la direzione artistica di Spazio Lima per andare a lavorare alla Tate, scrisse una bella recensione su Rolling Stone della mostra all’Istituto. Helio Oiticica, Kurt Schwitters, Fluxus; persino gli Animal Collective: questo ci vedeva Andrea allora.
Non so esattamente quando, ma poi anche Reto si trasferì a Londra. Io, intanto, stavo ancora a Berlino, mentre Christiane Rekade — che poi sarebbe diventata mia moglie — si era da poco trasferita a Basilea. Insieme a Simone Neuschwander curava la programmazione dello spazio espositivo Oslo10. Hot Avangarde Hot Hot era il titolo della loro prima mostra, una collettiva, e Reto era uno degli artisti invitati. Aveva esposto una serie di quadri fatti in giovanissima età: quadri belli, con un sapore da avanguardie storiche ma anche un po’ naïf, da autodidatta, come ancora oggi Reto ama definirsi. Insieme a quei quadri era esposta la cartolina dell’invito della prima mostra in cui li aveva esposti, presentata su un cavalletto come quelli che usavano gli impressionisti per dipingere en plein air, o come quelli che ancora oggi usano i pittori della domenica.
L’intreccio dei nostri percorsi è stato a intervalli, come spesso la vita riserva a chi, come noi, condivide una passione e un modo di vedere le cose. Due anni fa, in occasione di Art Basel, Reto presentò Zustand Hand, una grande installazione ambientale nella sezione Art Unlimited. Poco distante da lì, una schiera di gattini Maneki Neko mi rappresentava agli Swiss Art Awards. Quando, nel pomeriggio, sono sceso per assistere alla performance di Reto, ad aspettarmi c’erano una chitarra, un amplificatore e Reto che, come un taumaturgo dentro la sua tenda, per un momento riusciva a trasportarmi lontano da quel luogo, dalla frenesia della fiera.
È lì che ho cominciato a pensare a Reto nel contesto di Spazio Lima. Con Anna Abbà si è pensato che quella stessa sensazione si sarebbe potuta ricreare per la settimana del Salone del Mobile: un momento sì di grande vitalità per Milano, ma anche estremamente concitato. L’approccio intimo e personale allo spazio abitativo di Reto Pulfer ci è sembrato una risposta coraggiosa e originale a una settimana del design e a una città che è sempre più orientata a un’idea di lusso e di esclusività che spesso scadono nel conformismo. Inoltre, l’utilizzo di materiali naturali e di riciclo e lo studio delle forme complesse e mai uguali a se stesse delle piante e della natura spostano l’attenzione dal consumo (anche di esperienze artistiche) al vivere.
R3ticulum 5enza 8ozze conferma il procedere rizomatico, ad intrecci a mano libera: senza bozze, senza un piano da seguire, come la vita, di fatto, va dipanandosi davanti ai nostri occhi.
Nel live set di lunedì 20 Reto collaborerà con Tommaso Previdi, mio fratello, e nella performance di mercoledì 22 Beatrice Volpi, mia cognata, canterà al suo fianco.”
(Riccardo Previdi)
Reto Pulfer (Nato a 1981 a Berna) è un artista che vive nella campagna tedesca nei pressi di Berlino, dove si dedica alla cura e allo studio delle piante e all’artigianato tessile. Le sue installazioni immersive, realizzate con lenzuola riciclate, tessuti di grandi dimensioni e tende cucite a mano, consentono al pubblico di immergersi in stati immaginari. La sua pratica artistica comprende pittura, scultura, scrittura narrativa, interventi botanici, tinture naturali, artigianato, intrecci, paesaggi sonori e performance. Tra le mostre personali figurano Kunst Halle Sankt Gallen (2024); KunstHaus Potsdam (2022); Hollybush Gardens, Londra (2022, 2017, 2013); Spike Island, Bristol (2015); Centre d’Art Contemporain Genève (2015); Swiss Institute, New York (2013); Istituto Svizzero di Roma, Sede di Milano, Milano (2011); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2011); mostre collettive: Migros Museum, Zurigo (2025); Biennale di Liverpool (2021); Lafayette Anticipations, Parigi (2020); Musée d’Art Moderne, Parigi (2019); Castello di Rivoli, Torino (2018); X Bienal de Nicaragua, Nicaragua (2016); Haus der Kulturen der Welt, Berlino (2015).

